Arte e cultura nei Caselli dove si pagava il dazio

Che fine hanno fatto i vecchi caselli del dazio, tirati su nell’ Ottocento, anche da insigni architetti, per far cassa con le merci che entravano a Milano? In tondo per la città, casello dopo casello, modesti o monumentali che siano. C’ erano una quindicina di varchi, nelle mura spagnole, ognuno presidiato da un manipolo di guardie daziarie che avevano caserma in via Luini, strada che fu aperta con la demolizione del chiostro del Monastero Maggiore di San Maurizio, nel 1865. Da Porta Ticinese a Porta Vittoria, dalla Comasina al Sempione (Arco della Pace): una cinta daziaria a cui non sfuggiva neppure un sacchetto di granaglie. Oggi le mura non ci sono più, ma i varchi sì e ovunque si pagano balzelli: si gratta e si sosta, si sborsa e si passa. Vecchi cari caselli, occupati oggi da associazioni e bistrot, ristorantini e agenzie di viaggio. Alcuni sono in buono stato, altri malmessi e abbandonati. I caselli del Cagnola (1880) si fronteggiano in piazza XXIV Maggio: un modaiolo bistrot di parole e musica da una parte, e dall’ altra, una sezione della Lega Nord che convive con il centro sociale «Lato B». A Porta Vittoria, in piazza Cinque Giornate, nel primo dei due dazi del 1889, malandato, opera un’ agenzia di viaggi; nel dirimpettaio ha trovato posto il Rotary club Milano Scala. In piazzale Cantore, Porta Genova, stanno i due caselli del 1873: quello verso la Darsena ospita un ristorante, l’ altro è abbandonato, c’ era la guardia medica, quando l’ Asl si chiamava Ussl 36. La Società escursionisti milanesi (bella biblioteca sul tema) e l’ Associazione nazionale combattenti e Reduci occupano i caselli di Porta Tenaglia, diventata Volta nel 1880, con i caselli disegnati dal Beruto (1880). A Porta Venezia (Orientale e Renza fino al 1860), i caselli furono disegnati da Rodolfo Vantini e nel 1833 vennero collocate le statue ed i rilievi. Nel casello ovest c’ è la Casa del Pane che promuove eventi culturali. All’ arco di Porta Garibaldi fanno ala due caselli del Muraglia (1826) adibiti a showroom di design. I caselli di Porta Nuova, progettati da Zanoia (1813), eleganti e rigorosi, sono diventati crocevia di incontri e idee con «Castelli e Ville Aperti in Lombardia». L’ arte al posto del dazio.

Tesorio Giuseppe

Speak Your Mind

*


uno + = 10

Menù Principale